L’organismo umano è caratterizzato da ritmi di funzionamento a cadenza quotidiana. Si tratta dei ritmi circadiani (dal latino dies che significa giorno) o giorno-notte, che consistono in variazioni cicliche delle attività biologiche umane. Praticamente tutto il funzionamento del nostro corpo è influenzato da questi cicli che riguardano la pressione arteriosa, la resistenza alla fatica, il tono muscolare, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca, il funzionamento renale, alcune funzioni endocrine ecc.

Sicuramente il parametro di funzionamento maggiormente influenzato è il ritmo sonno-veglia. Esistono delle notevoli differenze individuali che permettono di operare una distinzione, in base al momento di maggior efficienza, tra persone “mattutine” e “serali”. I ritmi circadiani possono essere sfasati da particolari eventi come il cambio di fuso orario o un lavoro notturno. Gli studiosi si sono chiesti se questa sorta di orologio interno sia regolato da fattori esogeni (esterni, come l’alternarsi del giorno e della notte) o endogeni (interni). Per rispondere a questo interrogativo dei soggetti sono stati posti in un ambiente chiuso senza variazioni di luce e temperatura e, ovviamente, senza orologi. In uno di questi esperimenti, dopo 40 giorni si osservò che si era mantenuto un andamento ritmico, ma che questo ritmo era rallentato passando dalle 24,5 ore alle 46. Dunque, in assenza di indicatori esterni è come se il tempo soggettivo rallentasse. È comunque interessante il fatto che i soggetti tornati alla vita quotidiana e a tutti i suoi indicatori di tempo, siano rapidamente (3 giorni circa) anche tornati ai ritmi circadiani consueti.